Pensiero serale 30-03-2025

Qualche giorno fa ho ascoltato questa preghiera, che mi colpito per vari motivi. Forse l’ho apprezzata perché, senza escludere la richiesta di aiuto (e chi non ne ha bisogno?) pone al primo posto la lode, che – penso – è indissolubilmente legata alla gratitudine. Sono certo che tutti dobbiamo progredire in queste due dimensioni.«Ti lodiamo Maria, Vergine feconda, che col tuo Figlio Gesù hai aperto le porte del Paradiso alla nostra umanità fragile, sofferente e affranta, ignara del grande amore paterno di Dio per le sue creature e non sempre pronta a rispondergli con amore filiale. Ti lodiamo, Madre di Dio e Madre nostra, che ogni giorno ci soccorri nelle umane sventure del dolore, del peccato, dell’infedeltà, della prevaricazione. Come una madre, sei sempre pronta a stringerci tra le tue braccia amorose. Ti lodiamo, dolce Regina dell’universo, per la mediazione di ogni Grazia che ci viene da Dio ogni volta che ci affidiamo totalmente alla sua volontà, come tu per prima hai fatto, per poterti imitare nelle nostre vite. Ti lodiamo, Maria, scelta di Dio, ti vogliamo lodare ora e sempre nella nostra vita, per poter godere della tua presenza nell’eternità. Amen».Penso che sia bello soffermarsi sulle prime parole. La nostra umanità è al tempo stesso “fragile, sofferente e affranta”, ma paradossalmente – proprio come i due figli della parabola, che oggi la Chiesa ci propone – “ignara del grande amore paterno di Dio”. È evidente che tutta l’umanità vive oggi momenti molto difficili (e quando la storia non ha attraversato fasi davvero ardue e piene di pericoli?), ma è certo che pregare, affidarsi a Dio e a sua Madre, ci dona luce, forza, consolazione. Ieri notavo che nella parabola di Lc 15,11-32 manca una figura femminile, è assente la dolce e forte figura di una moglie, di una mamma. Ecco, penso che dobbiamo pregare perché ogni donna sia sempre più consapevole dell’immensa missione che soprattutto oggi il Signore le affida e preghiamo pure perché gli uomini sostengano le donne in tale dedizione.